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Insetti nel piatto: panoramica legislativa e sicurezza alimentare

Indice

Introduzione


Sapevate che circa 2 miliardi di persone nel mondo includono gli insetti nella loro dieta? Questa pratica, nota come entomofagia, è una fonte alimentare tradizionale in molti Paesi dell’Asia, dell’America Centrale e dell’Africa. Sebbene in Occidente ci sia una certa resistenza culturale, gli insetti vengono considerati un’alternativa sostenibile e ricca di benefici nutrizionali. Inoltre, le preferenze alimentari non sono statiche e possono cambiare, come è successo con l’accettazione del sushi giapponese nel mondo occidentale.


In questo articolo, desidero approfondire la tematica degli alimenti a base di insetti. Il mio obiettivo è focalizzarmi sul panorama normativo attuale in Italia ed Europa, fondamentale per comprendere come questi ‘novel foods’ stiano arrivando sulle nostre tavole. Esplorerò inoltre la sicurezza alimentare legata al consumo di insetti, in modo da riuscire a dare un quadro oggettivo di questa tematica che sta creando un grande polverone a livello mediatico.


Legislazione europea in materia di insetti ad uso alimentare


Il commercio di prodotti alimentari a base di insetti è regolamentato dalla legislazione comunitaria europea relativa ai cosiddetti “Novel Food”. Tale definizione è utilizzata per tutti quei prodotti che NON risultavano presenti in misura significativa sul mercato del territorio europeo prima del 15 maggio 1997 (Regolamento (CE) n. 258/97). Il successivo Regolamento EU 2015/2283, entrato in vigore nel 2018, ha sostituito ed abrogato le precedenti normative.


In particolare, l’art. 3 di tale provvedimento ha esteso la definizione di “Novel Food” a tutti gli alimenti di origine animale e vegetale extra-europei, agli alimenti che derivano da nuove fonti o sostanze, oppure ottenuti con processi innovativi e nuove tecnologie. L’autorizzazione alla commercializzazione di tali alimenti segue un iter burocratico ben definito con la presentazione di dossier scientifici da parte del richiedente da presentare all’EFSA (European Food Safety Authority). Tutto questo è disposto ovviamente a tutela e garanzia della salute del consumatore.


L’Unione Europea consente l’uso di insetti negli alimenti e raccomanda l’indicazione in etichetta della presenza di insetti come ingredienti. Tutti gli alimenti commercializzati in Europa devono infatti rispettare i requisiti di etichettatura previsti da Regolamento europeo n.1169/2011.


Quadro legislativo italiano sull’uso degli insetti come alimenti


In Italia, il contesto legislativo riguardante la vendita di farine di insetti ha visto recenti sviluppi significativi. Il 23 marzo 2023, il governo italiano ha notificato alla Commissione europea quattro decreti interministeriali, con l’obiettivo di regolamentare in modo più specifico questo settore. Questi provvedimenti si concentrano su aspetti chiave della vendita e dell’etichettatura dei prodotti alimentari contenenti farine o prodotti a base di insetti. Tra i punti principali:


Etichettatura Obbligatoria in cui i produttori saranno tenuti a indicare in modo chiaro e visibile sull’etichetta la presenza di farine di insetti nei loro prodotti.


Scaffali Dedicati ai prodotti contenenti farine di insetti.


Questi alimenti dovranno essere posizionati in scaffali dedicati all’interno delle catene di distribuzione come la GDO.


L’approccio dei seguenti decreti delineano che l’obiettivo principale è quello di creare un punto di incontro tra i Novel Food autorizzati a livello europeo e i modelli di consumo tipici dei cittadini italiani. Si tratta di un processo che pone al centro la corretta informazione, con l’intento di permettere ai consumatori di effettuare scelte alimentari consapevoli e informate. Attualmente, questi provvedimenti sono in fase di notifica presso la Commissione Europea. È necessario attendere una risposta da parte dell’ente europeo prima che le nuove norme possano essere applicate ufficialmente in Italia.


Sicurezza alimentare ed insetti


A questo punto sorge un’altra domanda spontanea: sono davvero sicuri gli insetti come alimento?


Dagli studi condotti su questi organismi si scopre che alcune proteine presenti principalmente nel loro esoscheletro, come tropomiosina e arginina chinasi, possono innescare allergie, richiamando quelle causate da crostacei.  Quindi chi soffro di allergie nei prodotti contenenti crostacei, farebbe meglio a non consumarli perché andrebbe incontro a reazioni allergiche.


C’è da specificare che i trattamenti termici i e le lavorazioni svolte sugli insetti per la loro trasformazione non mitigherebbero il rischio di reazioni allergiche. Quindi in conclusione, etichettature precise e analisi attente diventano fondamentali per garantire la sicurezza dei consumatori finali.


Conclusioni


In Europa e in Italia, si sono fatti importanti progressi normativi riguardo all’utilizzo degli insetti nell’alimentazione, ma resta ancora molto lavoro da fare. Due sfide significative per il settore sono i costi di produzione, ancora elevati rispetto a fonti convenzionali come soia e leguminose, e l’accettazione culturale dell’entomofagia. Tuttavia, guardando al futuro con ottimismo, è probabile che gli insetti troveranno presto il loro posto nelle nostre diete, grazie a una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori rispetto le loro caratteristiche nutrizionali e il loro ridotto impatto ambientale.


Se vuoi approfondire questa tematica non esitare a contattarmi!

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Aniello Scafetta

 Dottore agronomo con un approccio multisettoriale appassionato di agronomia, ambiente, economia circolare, alimenti, sicurezza sul lavoro e tanto altro. Guido le aziende verso uno sviluppo equo e sostenibile.

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